Il sabato sera in appartamento con gli altri del Team Diabete No Limits, prima di andarsene a dormire c'è stato un momento bellissimo, ce ne siamo stati in silenzio tutti nella stessa stanza, ognuno di noi con i suoi vezzi ed i suoi gesti, chi metteva il pettorale sulla maglia, chi leggeva, chi stava posizionando il chip, chi preparava lo zaino, il tutto nel massimo silenzio, si respirava un'aria di complicità che non aveva pari.
Dopo essersi allenati per dei mesi condividendo ogni dettaglio delle nostre preparazioni atletiche ci ritrovavamo li pronti a prenderci quello che il destino ci riservava, nella massima tranquillità certi che comunque sarebbe andata avevamo trascorso un'esperienza ineguagliabile.

Quella notte ho poi dormito il sonno del giusto, poche ore di sonno appena 5, ma di quelle dormite che ti riposano veramente. Alle 5.30 sveglia, colazione con 40gr di carboidrati senza iniezione di insulina onde evitare ipoglicemie alla partenza (che poi in ogni caso ci sono state ugualmente), vestizione e partenza. Alle 7.00 già in strada ad unirsi ai torrentelli di podisti che crescevano ad ogni incrocio, ad ogni fermata del metro, arriviamo a Parisier Platz sotto la Porta di Brandeburgo che siamo migliaia. E' mattino presto ma qui è già una festa, banchini e musica a profusione in ogni angolo. Ma non siamo qui per mangiare o ballare, stamani siamo qui per correre. Misuro la glicemia: 75mg/dl, un po bassina per iniziare a correre e cosi mangio qualcosina, una banana e un cher pack, totale 38gr di carboidrati. Ecco ora va meglio, si può iniziare a correre
L'aria è frizzante, il tutone da imbianchino è appena sufficiente per ripararmi dal fresco, e finché non entro in griglia a scaldarmi tra migliaia di corpi la pelle d'oca non se ne va via. Col Team ci salutiamo qui, un abbraccio ed un in bocca al lupo e poi ognuno alla propria griglia, ognuno di noi correrà da solo, la maratona è questo, solitudine, sei solo tu, 42.195km, la tua fatica, la tua corsa e i tuoi pensieri; sarà per questo che in migliaia la vogliono correre, abituati come siamo ad essere in compagnia magari in quelle poche ore di corsa vogliamo ritrovarci per un pò veramente da soli.
Le file ordinate e silenziose mi ricordano le file che raccontava Primo Levi in "Se questo è un uomo", sarà poco politicaly correct ma è il pensiero che mi è venuto li per lì. Sono in griglia D, al massimo a 150mt dallo striscione della partenza; non male, tant'è che toglierò solo 1min e 48sec dal tempo lordo. Mi strappo di dosso la tuta in carta, comicio ad aver caldo, solo 10 minuti e poi partiamo. Un filone di pensieri lungo 10 minuti e in un attimo c'è lo sparo, comincio a corricchiare praticamente sul posto e sarà così per i primi 2-3 minuti poi gradatamente cresce la velocità; ad eccezione di qualche sorpasso azzardato che ho fatto non ci sono state grosse difficoltà a partire e già dopo 3-400mt ero sul ritmo gara. Il Garmin mi anticipa il 1° km di almeno 100mt e continuerà questa tendenza togliendo 10-20mt ad ogni km, tant'è che finirò la maratona con 42.68km ovvero + 485mt rispetto alla distanza di gara ed un passo medio di 4'29'' contro i 4'32'' reali. Ma va bene lo stesso, oggi sto correndo a sensazione, e mi rendo conto che ho un passo perfetto come un orologio, e sarà così ancora a lungo fino al 35esimo chilometro.
Dal primo metro di gara mi rendo conto che oggi è un altra storia, la folla ai bordi della strada è impressionante, tutta Berlino è ferma per vedere me, per vedere noi, per vedere la regina dello sport: la MARATONA. Un tifo lungo 42km, ininterrottamente, fino a che non dovrò iniziare a fare i conti con la fatica i chilometri scorrono senza che me ne renda conto. Ai 10km ho un'appuntamento importante, mi aspetta una persona: c'è Caterina, la riconosco in mezzo al vociare festante dei milioni di spettatori, e lì col suo collo lunghissimo e con i suoi immancabili occhialoni da sole che mi cerca, la vedo e la chiamo: "Cate." festante mi saluta e mi incita. "Vai Ale" urla. "Ti amo" penso. I chilometri continuano incessanti a scorrere sotto le mie scarpe, credo di essere al 15°km e sono già al 18°. Alla mezza mi viene in mente che sarà arrivato il messaggio del mio passaggio sul telefono di mio padre, oggi corro anche per i miei genitori, corro assieme al diabete e per i diabetici che non possono o non vogliono farlo, oggi corro per la mia ragazza, oggi corro per tutti coloro che vorrebbero ma non ne hanno voglia, oggi corro per me ma sopratutto oggi sono una macchina da guerra, oggi corro e basta. In gara ho integrato come avevo previsto 4 cher pack da 22gr di carboidrati al 6°-15°-24°-32°km, l'ho fatto solo per la glicemia, per tenerla stabile, altrimenti non ne avrei avuto bisogno, ho bevuto ogni tanto, più che bere mi bagnavo le labbra, in totale avrò ingerito al massimo 1/2 litro di acqua. Sono stato un mostro.
Arrivo ai 33km e il sogno comincia a finire, mi sto risvegliando. Le gambe continuano a girare, respiro ancora come dovrei il passo è sempre quello, o almeno questo dice il Garmin, ma la testa ora inizia a pensare che sono quasi 2 ore e mezzo che corro. Le macchine da guerra non sono programmate per fermarsi, cerco il modo di uscirne e lo trovo. Mi sono allenato per arrivare alla fine. Ho trovato il mio mantra "mi sono allenato per finirla, mi sono allenato per finirla, mi sono allenato per finirla" e per magia il brusio e gli applausi spariscono, gli incitamenti ed il tifo scompaiono, ora c'è solo il mio mantra e il mio passo. Riesco ad ingannare il mio corpo ancora per qualche chilometro al 37° qualcosa comincia cedere e il passo cala leggermente. Ma per magia dopo qualche minuto c'è di nuovo collo lungo. Stavolta e lei che mi vede e mi chiama, "SIIIIIII" penso, "TI AMO" penso nuovamente, nuova linfa vitale, nuove endorfine per me, nuove energie, la scarica dura ancora un paio di chilometri il passo è sempre un po calante ma oramai manca veramente poco. La strada scende leggermente, e mi aiuta a mantenere costante il passo. Al 40° la strada svolta, e tra poco dovremmo tornare a vedere la Porta di Brandeburgo, ce la posso fare devo accelerare, provo a cambiare passo, cerco di ampliare la falcata e la frequenza, è dura ma ci riesco, devo solo far finta che non sia fatica. Nuova svolta a sinistra ed eccola lì: la Brandeburger Tor; agognata, sognata, è arrivata. Allungo ancora il passo, mi sembra di volare, è bellissima e si avvicina ad una velocità inaudita, sempre più grande fino a che ci sono dentro e la attraverso e scompare e me la lascio alle spalle e pensavo che fosse finita qui come in TV ai mondiali e invece no! Ancora i 195mt. Saranno veramente i più duri queste poche centinaia di passi, ma non posso cedere ora, così cerco ancora l'allungo e lo trovo. Ora posso atterrare dopo un volo lungo 3hr 11min e 16sec posso fermarmi e ripensare al mio fantastico viaggio. Danke Berlin.
Arrivo ai 33km e il sogno comincia a finire, mi sto risvegliando. Le gambe continuano a girare, respiro ancora come dovrei il passo è sempre quello, o almeno questo dice il Garmin, ma la testa ora inizia a pensare che sono quasi 2 ore e mezzo che corro. Le macchine da guerra non sono programmate per fermarsi, cerco il modo di uscirne e lo trovo. Mi sono allenato per arrivare alla fine. Ho trovato il mio mantra "mi sono allenato per finirla, mi sono allenato per finirla, mi sono allenato per finirla" e per magia il brusio e gli applausi spariscono, gli incitamenti ed il tifo scompaiono, ora c'è solo il mio mantra e il mio passo. Riesco ad ingannare il mio corpo ancora per qualche chilometro al 37° qualcosa comincia cedere e il passo cala leggermente. Ma per magia dopo qualche minuto c'è di nuovo collo lungo. Stavolta e lei che mi vede e mi chiama, "SIIIIIII" penso, "TI AMO" penso nuovamente, nuova linfa vitale, nuove endorfine per me, nuove energie, la scarica dura ancora un paio di chilometri il passo è sempre un po calante ma oramai manca veramente poco. La strada scende leggermente, e mi aiuta a mantenere costante il passo. Al 40° la strada svolta, e tra poco dovremmo tornare a vedere la Porta di Brandeburgo, ce la posso fare devo accelerare, provo a cambiare passo, cerco di ampliare la falcata e la frequenza, è dura ma ci riesco, devo solo far finta che non sia fatica. Nuova svolta a sinistra ed eccola lì: la Brandeburger Tor; agognata, sognata, è arrivata. Allungo ancora il passo, mi sembra di volare, è bellissima e si avvicina ad una velocità inaudita, sempre più grande fino a che ci sono dentro e la attraverso e scompare e me la lascio alle spalle e pensavo che fosse finita qui come in TV ai mondiali e invece no! Ancora i 195mt. Saranno veramente i più duri queste poche centinaia di passi, ma non posso cedere ora, così cerco ancora l'allungo e lo trovo. Ora posso atterrare dopo un volo lungo 3hr 11min e 16sec posso fermarmi e ripensare al mio fantastico viaggio. Danke Berlin.
E' stato il culmine di una storia durata 10 settimane, sapevo di aver fatto il mio dovere quasi fino in fondo e non mi rimaneva che prendermi ciò che mi spettava. Così ho affrontato la gara domenica scorsa, senza un filo di tensione addosso, qualche dubbio c'era ma ho cercato di relegarli negli anfratti della mia mente dove sono rimasti nascosti.