venerdì 13 maggio 2011

La mia Parigi


A tempo debito e senza fretta pubblico due righe di resoconto sulla mia avventura Parigina.Mi son messo sin dallo start ad un ritmo che sentivo mio, ascoltando le sensazioni più che il cicalino kilometrico del Garmin capendo sin da subito che stava dando dati lontanissimi dalla realtà. Ogni tanto buttavo l’occhio sul cardio, costante sotto i 165 bpm. I primi 21km sono trascorsi in leggerezza ed in leggera progressione dai 4’47’’/km dei primi 5km fino ai 4’39’’/km tra il 15° e il 21° km. Al passagio alla mezza  mi guardo intorno alla ricerca dell'amico Alberto che qua mi aspetta per farmi da pace-maker fino al traguardo. 
Avere Alberto accanto mi ha sicuramente aiutato a non mollare ma tenergli dietro non è stato facile, sin da subito fresco e pimpante come era procedeva a strappi, superando i gruppetti in spinta poi rallentando. Abituato come sono a mantenere un passo costante ho capito che cercare di stargli dietro mi sarebbe costato caro così ho deciso che non dovevo lasciarmi influenzare troppo e lasciandolo andare avanti aspettavo che si accorgesse della mia assenza alle sue spalle per rallentare ed aspettarmi, così è stato più e più volte. Questa tattica pur salvandomi le gambe mi ha un po’ frenato facendomi chiudere i parziali tra il 25° ed il 30° e quello tra il 30° ed il 35° rispettivamente a 4’51’’/km e 4’53’’/km, complici del rallentamento sono stati pure i numerosi sottopassi che tagliavano un po’ il ritmo. Accortici di questo mio repentino rallentamento (nel frattempo avevo tolto i lap automatici al Garmin iniziando a fare i lap manuali sotto ai vari cartelli chilometrici), Alberto decide quindi che doveva spronarmi per farmi arrivare alle 3hr e 20’ oppure che dovevo morire lungo le strade della città dell’amore.
Costringendomi a suon di improperi a seguirlo al suo passo che si attestava spesso sotto i 4’35’’/km, mi stava letteralmente trascinando verbalmente al traguardo, “forza, forza, leggero sulle gambe, fai lavorare i piedi come dice Huber”; “dai che non hai neanche la faccia stanca”; “se mi chiudi in progressione come stai facendo e non arrivi neanche stanco mi fai incazzare”. E così tra un infamata e l’altra i km continuavano a trascorrere abbastanza rapidi. Il cuore si stava un po’ infervorando di questo mio incedere e sforava spesso i 172bpm, complici anche i km che passavano oltre che le sparate sopra al ritmo maratona. Il mio stomachino ormai vuoto borbottava e le integrazioni di acqua mi hanno fatto fare un paio di sbuffi di bocca un po’ rumorosi che un simapatico podista d’oltralpe sottolineava verbalmente con “opss, la banane”, sorridendo e riferendosi all’ultimo ristoro solido appena passato. Così tra mille passi, sorpassi, sbuffi e parole ci portavamo sempre più vicini al traguardo, chiudevo il 42°km a 4’29’’/km con Alberto che nel frattempo mi lasciava solo invitato da una gentilissima attendente parigina che lo invita ad uscire con un “pardon monsieur”. Teso com’ero a chiudere forte quasi non mi accorgevo del tifo degli amici di Diabete No Limits lungo il percorso che mi attendevano lungo le transenne proprio al 42°km inneggiando al mio nome, complice di questo anche la confusione che che mi regnava in testa data dall’aver sentito per più di 3hr l’inneggiamento francese per eccellenza “aleee, alee”. Trovo la forza di fare anche uno sprint finale per guadagnare (non si capisce a che scopo) un ulteriore posto in classifica. E così in 3hr e 20’ 12’’ concludo la mia “passeggiata” parigina soddisfatto e fiero. Forse ho sacrificato il mio dono, ma non è detto che il mio dono sia da esprimersi proprio come podista magari il mio dono è in altri ambiti o luoghi. In definitiva la mia performance atletica parigina è stato il miglior coronamento di una preparazione affrontata con serenità e senza assilli cronometrici. Il timing che ottenni a Berlino di 3hr e 11min, mio miglior crono in maratona, realizzato con il peso di 69kg scarsi conseguenza dell’esordio del diabete e sintesi di una carica mentale fortissima che mi era data dalla voglia di rivalsa che mi permetteva allenamenti che ora giudico massacranti, pur lontano non si colloca a distanza abissale. Ora è diverso, non peggio o meglio solo diverso. Non correvo, volavo tra le strade parigine senza sforzo mentale alcuno, così è stato quasi fino in fondo a questa maratona. Giocoforza gli ultimi 5-6km ho dovuto chiudere gli occhi ed immaginarmi di non star facendo fatica ma nonostante tutto mentalmente questa gara l’ho sofferta pochissimo.
Auguro a tutti di poter preparare una maratona con la serenità d’animo che ho avuto io negli ultimi 3 mesi. Non guardare il cronometro non significa non far bene, non è sempre il momento di fare gli eroi. Talvolta è giusto accontentarsi di quello che siamo e godere del momento senza pretendere di essere ciò che non siamo. Non so se quello che ho ottenuto a Parigi fosse realmente il massimo del dono che potevo esprimere quello che so per certo è che comunque vivere quella giornata mi ha emozionato, lascio parlare le lacrime che per ben tre volte sono scivolate sulle mie guance correndo in mezzo a 40000 persone. Correndo nella massa i primi km negli Champs Elysees, incrociando i molti che spingevano la carrozzina di una bambina costretta in sedia a rotelle e ancora nel Bois de Boulogne quando sentivo che stavo ancora correndo.

8 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

Molto meglio della mia Parigi del 2010.

Oggi sei in pace con te stesso e giustamente non 6 cattivo e vedi il recente passato come massacrante e da "pazzo".

Bene, sappi che se rimarrai su questa lunghezza d'onda avrai tutta la mia stima ...ma se un giorno, magari quando sarai padre di un figlio/a (...molto bella la ragazza in foto con te) ti lascerai nuovamente prendere dal demone ...allora correrai i 42km molto sotto a 3h e naturalmente avrai sempre ...la mia stessa indissolubile stima.

Karim ha detto...

Belle parole RB, mi associo, grande grippo!

stoppre ha detto...

la nostra vita è quelo che ci capita tutti i giorni quindi, non è sbagliato quello che facesti allori , ne quello che hai fatto recentemente, bensì è la tua vita.
Forse tra qualche mese o anno, tornerai a essere pazzo giudicando quest'avventura parigina, troppo moderata oppure, la considererai un evento, chi può dirlo ??!!
la cosa importante è sempre la voglia e la passione del momento, il resto è contorno..

theyogi ha detto...

soprattutto gli 'errori' fanno di noi quello che siamo, e tu hai buona memoria... ;) stai 'na favola!

Giuseppe ha detto...

Ciao Alessandro,
complimenti per la bellissima esperienza con i compagni di DNL, purtroppo è da Riva del Garda che non ho la possibilità di unirmi al gruppo, ma sono certo che appena avrò risolto i problemi di natura lavorativa riuscirò ad essere più presente.
Tornando alla tua gara hai fatto un ottimo lavoro di totale controllo, senza lasciarti coinvolgere dai vari crono, gps, compagni troppo veloci ecc.
Questo è un atteggiamento esemplare, sappiamo benissimo che specie in una 42 km la cosa più difficile è essere se stessi con le proprie potenzialità, lasciando da parte i desideri cronometrici.

Francescarun ha detto...

quando si corre col cuore...il gps..i chrono..i tempi biblici e non....non servono affatto...


grande aleassandro^_*

baci

Pimpe ha detto...

grande Ale, hai visto? Parigi e' fantastica ! grande!

Alberto Bressan "Pasteo" ha detto...

Ciao Ale arrivo in ritardo in questo post perché ho latitato molto tra i blog negli ultimi mesi :-( Il tempo a disposizione non sempre ci iuta haimè. Farti i complimenti risulta scontato anche perché lo sai che ti stimo molto sia come atleta che come uomo e quindi ti voglio dire 3 volte bravo:
1°: perché con il tuo resoconto sei riuscito a trasmettere le tue emozioni
2°: perché hai ragione che non si può e non si deve associare una buona prestazione solo con il cronomentro e che anzi, al contrario, ci sono situazioni dove risulta "quasi" inutile (quasi ovviamente)
3°: perchè ci sono podisti che con un PB di 3:55:00 si danno tante arie mentre tu tra i tuoi record e la tua prestazione parigina trasudi passione, grinta, voglia di partecipare e umiltà. Sei grande Ale!!!Ciao