sabato 22 novembre 2008

Nessuna attinenza con la corsa.

Questo post esula completamente da quello che è l'argomento principale del mio blog, ho comunque voglia di scriverlo e quindi...
Ieri sera alle 21 uscivo di casa per andare a cena con degli amici, mi dirigo alla macchina e nel frattempo attraversano la strada due ragazze di colore con delle borse a tracolla magre finite e con l'ombrello (pioveva a dirotto), prostitute ho pensato, ridevano e si scambiavano battute a me incomprensibili, camminano verso quello che a qualche centinaio di metri da dove abito è la zona dove stazionano le prostitute ad Arezzo. Li per li non mi fecero nessun effetto.

Stamani alle 6.30 andando con la macchina a lavoro, incrocio le stesse ragazze di ieri sera con delle facce abbruttite da quello che hanno vissuto stanotte, non era sonno; quello si riconosce.

La riflessione che ho fatto venendo verso il lavoro è stata: perchè siete ancora li, cosa avete da perdere in questa città che non potete scappare da chi, con la violenza immagino, vi costringe tutte le notti ad annientare voi stesse, mille persone, mille facce assatanate, mille odori, il freddo, l'acqua il dover fare qualcosa che il vostro cervello ed il vostro corpo non vorrebbero mai fare, e siete ancora lì, è veramente cosi difficile per voi scappare in una città a mille km da qui dove nessuno vi riconoscerà e provare a fare qualcosa di diverso. Come potete accettare tutto questo.

Posso comprendere chi lo fa per scelta, e ce ne sono, basta che qualcuno sia andato anche solo una volta in un nigh-club, ma voi non lo avete scelto e non vi piace, altrimenti avreste riso tra voi anche stamane quando vi ho incrociato e invece sul vostro volto c'era dolore.......

14 commenti:

Gianluca Rigon ha detto...

Storie tristi.....concordo in pieno con quello che hai scritto.
Fuori tema: in bocca al lupo per Firenze ! Ci sarò anch'io, magari ci si incontra all'Expo con i Blogtrotters !

Alessandro ha detto...

@Gianluca, crepi il lupo, ed in bocca al lupo anche a te! Ci vediamo la!

Karim ha detto...

Capisco il tuo sentimento, ma spesso questa ragazze e questi ragazzi sono lí non per scelta, ma perché obbligati, perché sotto ricatto: se scappi facciamo male ai tuoi famniliari, ai tuoi figli. Quando è cosí, dove vai, che fai?
Ci si vede a Firenze...

Karim ha detto...

Non c'entra nulla con il tuo post, ma m'hai fatto ridere con il tuo commento sul Albanesi: "leggetevi gli articoli sulla corsa ma prendetevi con le molle tutto il resto ". Perfettamente d'accordo con te...

Alessandro ha detto...

@Karim, è giusto quello che dici ma d'istinto ti vieni da non credere che non possano ribellarsi in altro modo. Se a Firenze ti guardi intorno può darsi che la corsa la facciamo insieme, io conto di fare 4'48'' al km ed ho visto che anche il tuo obbiettivo è simile.

Alessandro ha detto...

@Karim, non so se recentemente hai dato uno sguardo al sito di Albanesi, ha praticamente smesso di parlare di corsa, l'unica cosa che faceva abbastanza bene, ed ora fa solo commenti ed articoli tra l'inutile ed il provocatorio su argomenti vari. E pensare che ho iniziato a correre grazie a lui, dopo aver comprato il suo libro "Correre per vivere meglio"

Karim ha detto...

La cosa che mi ha fatto più ridere è stato il suo gioco della vita per capire se sei un "hard people" o no... Allucinante! E pensare che come te, ho iniziato a correre con il suo libro! A firenze facciamo in modo di beccarci.

GIAN CARLO ha detto...

Hai fatto bene a fare un post con quello che ti sentivi, all'inizio l'ho fatto anch'io poi purtroppo ho perso l'abitudine e son rimasto a tema.
Mi piace molto il Blog di
http://vivaelbarca.blogspot.com/
proprio perchè Daniele, parla di corsa una volta si e una volta no.
E' ancora + difficile.
Per il post poi chi vive in città da 50 anni purtroppo le ha viste di tutti i colori

Anonimo ha detto...

con post come questo mi invitate a cena, giancarlo lo sa che mi interessa tutto ciò che orbita intorno a "lu pilu". pure io dopo che uscivo dal lavoro in banca ero avvelenato... smettiamola di commiserare, quelle ragazze sanno BENISSIMO cosa le aspetta quando vengono in italia, te lo dice uno che vive in brasile e ne conosce bene a decine. tempo fa intervistarono una romena che rispose a tutte le tue domande: "non mi piace quello che faccio, ma io alzo 1000 euro a sera, SCHIAVO E' CHI ALZA 1000 EURO AL MESE"!!! se poi vogliamo analizzare i motivi per cui esiste il "cliente", allora sì che ci divertiamo. luciano er califfo.

Alessandro ha detto...

@ Giancarlo; mi è già capitato di leggere qualche post da vivaelbarca. Ho scritto questo post di getto ragionando su quello che avevo visto al mattino mentre guidavo per venire a lavoro.

@Luciano; sicuramente molti casi sono come tu dici, ma non generalizzerei troppo a volte c'è qualcosa di più che la semplice fame di soldi. Il cliente poi è un disperato forse più della prostituta stessa.

Karim ha detto...

boh, ho vissuto in posti come la Somalia, il Kenya, il Ruanda, la Tailandia e altri ancora, e non ci sono andato per vacanza ma per lavoro. Ho conosciuto tante ragazze che fanno la professione, e non mi pare che fossero molto felici della loro condizione.

Anonimo ha detto...

ALESSANDRO, infatti quelle che lo fanno per fame e che sono "schiave" sono una minoranza. la maggioranza "silenziosa e invisibile" è indipendente, lavora in casa o in club e non se la passa male, anche se non sono felici del lavoro. ma sono rari quelli che sono felici del lavoro. ne conosco parecchie che lo fanno perchè non gli va di lavorare o per comprarsi vestiti di lusso o la tv al plasma. quelle che stanno per strada sono solo la punta dell'iceberg. e poi mi infastidisce questo moralismo di facciata (parlo in generale, non di te, non ti conosco) e poi ci vanno tutti.
KARIM, devi sapere che non tutti hanno un bel lavoro come il tuo. io vivo in brasile e ti dico che non tutti sono "felici della loro condizione" lavorando a 150 euro al mese, e alla fine del mese il padrone (che di euro ne guadagna 20.000) ti dice "scusa, sono senza contante, tieni 50 euro, il resto fra 15 giorni"(forse). risultato: i maschi diventano banditi e la polizia li massacra, le donne diventano prostitute e se la passano benissimo (relativamente alle alternative disponibili)... luciano er califfo.

Anonimo ha detto...

aggiungo: quindi, se commiseriamo le prostitute, a maggior ragione dovremmo commiserare quei "poveri" trafficanti di droga delle favelas che muoiono come le mosche torturati e ammazzati dalla polizia. luciano er califfo.

stramarcio ha detto...

ma se commiseriamo le prostitute e tutti quelli delle favelas...tocca commiserare anche il mortazza...se la vi!!