lunedì 17 novembre 2008

Conferme che danno fiducia.

Ieri mattina sveglia alle 7.30 colazione solita con thè, pane e marmellata  quindi lettura in attesa delle 9.30 per farsi una bella corsetta di 22km in compagnia. Esco in strada che fa piuttosto freschino anche se c'è un bel sole. Partiamo subito con un bel passo, questo avvio brillante lo ripagheremo alla fine, i primi 8km passano velocemente. Dall'ottavo km iniziano i saliscendi e qui cambiano un pò le cose, cominciamo a rallentare ma non eccessivamente, arriviamo al 12-esimo km e ci accoglie la prima vera salita della giornata, a cui ne seguiranno altre tre tutte belle toste. Passato il 16-esimo km le pendenze spariscono e la strada prosegue più o meno in piano fino alla fine. Dal 19-esimo km fino al 22-esimo il mio compagno d'allenamento vittima di una giornata no di quelle che capitano un pò a tutti comincia a rallentare di brutto, e cosi tra rallentamenti vari arriviamo fino al 22-km e decidiamo di fermarsi e finire a passo fino a casa dato che l'andatura era diventata penosa. 

Dal breve resoconto che ho fatto sembrerebbe uno di quegli allenamenti da dimenticare ma in realtà già ieri mentre correvo e ancor di più ora che ho dato un'occhiata agli intertempi è stato un allenamento che mi ha lasciato veramente contento.
Mi sentivo una foglia trasportata dal vento da quanto mi veniva facile correre, in salita andavo su che era una bellezza, credo fosse la prima volta che provavo delle senzazioni di quel genere in allenamento, in gara mi era già capitato anche se non con quell'intensità, ero in trance, mi sentivo in equilibrio, avevo l'impressione che se avessi voluto accellerare non avrei avuto nessun problema a farlo. 
Se devo essere sincero credo che la crisi del mio amico sia anche colpa mia (i nostri obbiettivi di tempo sono simili): lui sta preparando la maratona di Roma e sta facendo il periodo di costruzione, io sono ormai alla fine della preparazione e su una distanza intermedia di 22 km avendo spinto un pò di più, all'inizio non ha avuto problemi a stare al passo, poi con l'avanzare dei km è normale che abbia sentito la stanchezza.

In definitiva ho finito l'allenamento con ancora la voglia di correre e per di più euforico per le senzazioni provate in corsa.

Se diamo uno sguardo ai tempi si scopre che alla fine non è che siamo andati poi così piano!


P.S. Il ginocchio non mi ha dato alcun fastidio mentre correvo.
P.P.S. Ho deciso come affrontare Firenze: parto con il pace-maker delle 3hr 30min, faccio i primi 10 km con lui e poi inizio lentamente ad aumentare il passo con l'obbiettivo di chiudere tra le 3hr 20min e le 3hr 30min.

2 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

Per me è un non senso fare 4.14 nella mezza e partire a 5.00 in maratona.
Gli ultimi km potresti non reggerti + in piedi per fine zuccheri anche se parti a 6 al km.
Ma data la tua soglia aerobica intorno a 4 al km partire a 4.35 sarebbe il ritmo giusto, ma per prudenza posso capire 4.40 o 4.45 di + non hai benefici... stai solo sulle gambe + tempo.
Al limite parti con i pace...ma dopo 2-3km vai.

Alessandro ha detto...

@giancarlo
Manca pochissimo perchè tu mi convinca, è solo che ho paura di lasciarmi prendere dalla foga e non riuscire a tenere un passo costante per tutta la gara se vado da solo; non vorrei che poi vado troppo forte all'inizio e ne pago le conseguenze in fondo...quasi quasi faccio come mi hai detto tu e provo a contattare Alvin.